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Guida alla scelta

MANUTENZIONE (3)

I rimorchi sono sempre stati tradizionalmente dotati di spine standard a 7 poli (pin), le quali accoppiate con le prese degli organo di traino delle motrici hanno permesso e tuttora permettono l’alimentazione degli impianti elettrici a 12 volt dei rimorchi stessi.
Da qualche anno però, per fare fronte alle maggiori esigenze di alimentazione di alcuni tipi di rimorchi e caravan, i costruttori hanno iniziato ad installare spine a 13 poli.
Gli stessi costruttori degli organi di traino equipaggiano attualmente di serie i loro dispositivi con prese a 13 poli.

Quindi, molto probabilmente nel suo caso l’auto, che è provvista di un gancio nuovo, avrà un cablaggio a 13 poli, mentre invece il rimorchio, costruito antecedentemente a tale tipologia, ha l’allora consueto cablaggio a 7 poli.

In questi casi, può tranquillamente far fronte a tale differenza acquistando ed utilizzando degli adattatori presente sul mercato.
Se invece è in presenza di un cablaggio del rimorchio piuttosto usurato ed in procinto alla sostituzione, consigliamo di installare un nuovo cablaggio a 13 poli seguendo lo schema di collegamento di seguito proposto.

Category: MANUTENZIONE

Certamente. Il rimorchio, come ogni veicolo o macchinario in generale, essendo composto da parti usurabili ha bisogno periodicamente di essere “calibrato”, o addirittura ripristinato se una o alcune parti di esse deteriorandosi hanno superato i limiti minimi di sicurezza.

Analizziamo nello specifico ciascun aspetto o apparato del rimorchio sensibili all’utilizzo e quindi destinati all’usura:

  • IMPIANTO FRENANTE
    I freni sono elementi di sicurezza e come tali possono essere revisionati soltanto da personale specializzato. È proibita qualsiasi modifica di tali organi.
    Dopo 1 mese o i primi 500 km, e periodicamente ogni 12 mesi o 8.000 km (e sempre prima di affrontare un lungo viaggio), è consigliato verificare ciascuna parte dell’impianto frenante; in particolare:

    Ceppi freno:
    Verificare lo stato di usura delle guarnizioni d’attrito e se necessario registrarne la corsa e/o sostituirle: occorre agire sull’apposito registro (posto sul disco porta-ceppi) operando come sotto descritto, senza allentare i cavi freno:
    * Accertarsi che la leva freno a mano sia in condizioni di riposo
    * Sollevare da terra le ruote del rimorchio, azionare l’apposito registro fino a portare le guarnizioni d’attrito a leggero contatto con il tamburo. (Facendo girare la ruota a mano secondo il senso di marcia si deve avvertire un leggero sfregamento)
    * Ripetere l’operazione su tutte le ruote del rimorchio
    * Azionare ripetutamente la leva freno a mano per permettere il centraggio dei ceppi, verificare che le ruote girino con lo sfregamento precedente ed eventualmente ripetere l’operazione effettuata
    * Allentare il registro fino a quando le ruote possono girare pressoché libere.
    Una corretta registrazione può essere ritenuta tale quando azionando la leva freno di stazionamento il rimorchio sospinto in avanti risulta frenato

    Cuscinetti: 
    Verificare periodicamente la lubrificazione dei cuscinetti dove prevista e se necessario procedere all’ingrassaggio.

    Repulsore:
    Verificare periodicamente la sensibilità del repulsore e lubrificare i punti di scorrimento del repulsore

    Cavi e leva freno:
    Verificare l’integrità dei cavi e il corretto funzionamento del freno di stazionamento
  • IMPIANTO ELETTRICO
    L’impianto di illuminazione è un elemento di sicurezza pertanto è necessario assicurarne il buon funzionamento:
    – Verificare periodicamente l’integrità del cablaggio elettrico, se presenta delle anomalie si consiglia la sostituzione.
    – Verificare che i contatti elettrici della spina e dei fanali non presentino ossidazioni, procedere all’eventuale pulizia asportando l’ossidazione presente.
    – Controllare periodicamente il corretto funzionamento dei dispositivi di illuminazione; procedere, se necessario, alla sostituzione di lampadine, vetri fanale e fanali.
  • RUOTE E PNEUMATICI
    I pneumatici devono essere controllati da personale specializzato. In caso di sostituzione delle ruote attenersi alla combinazione pneumatico/cerchio della dotazione di serie. Sullo stesso rimorchio non montare pneumatici di misure o struttura differenti o con usura non uniforme.

    – Verificare il perfetto serraggio delle colonnette di fissaggio dei cerchi dopo i primi 50km dal primo utilizzo e successivamente ogni 2500 km, o comunque prima di effettuare un lungo viaggio.
    – Verificare il gioco laterale delle ruote sollevando l’asse da terra.
    – Verificare periodicamente e comunque prima di affrontare un lungo viaggio, la corretta pressione di gonfiaggio dei pneumatici, compreso quello di scorta (se presente). Il controllo della pressione deve essere eseguita a pneumatici freddi.
    La corretta pressione oltre a salvaguardare l’integrità e la durata dei pneumatici, garantisce la tenuta di strada del veicolo ed una marcia sicura.
    – Verificare periodicamente lo spessore del battistrada del pneumatico, il controllo può essere effettuato tramite gli indicatori di usura presenti sul battistrada. Pneumatici usurati rendono maggiore il rischio di slittamento.
    – Verificare periodicamente l’integrità dei pneumatici (non devono presentare screpolature, tagli laterali, rigonfiamenti o usura irregolare del battistrada).

    Urti violenti contro marciapiedi, buche e ostacoli di varia natura, così come una marcia prolungata su strade dissestate, possono essere causa di lesioni dei pneumatici.
    A seguito di una foratura, è necessario fermarsi e sostituire il pneumatico appena possibile; proseguire la marcia con un pneumatico sgonfio può provocarne lesioni strutturali. Un pneumatico forato deve sempre essere smontato dal cerchio per verificarne eventuali danneggiamenti.
    Frenate brusche con ruote bloccate o lunghi percorsi effettuati ad alta velocità in condizioni di sovraccarico del rimorchio, possono causare danni e anomali consumi dei pneumatici. 
    Il pneumatico invecchia anche se usato poco o mai usato. Screpolature nella gomma del battistrada e nei fianchi, a volte accompagnate da rigonfiamenti, sono un segnale di invecchiamento.
  • ASSALI E SOSPENSIONI
    Sebbene i sistemi di sospensione non richiedano particolari cure (costituiti usualmente da bracci di torsione con elementi elastici in gomma pressata all’interno, ed eventualmente integrati da ammortizzatori idraulici), è sempre bene verificarne periodicamente lo stato e il funzionamento, in quanto determinanti per il mantenimento della capacità di carico del rimorchio stesso.
  • LUBRIFICAZIONE E PROTEZIONE
    Prima di procedere alle operazioni di lubrificazione è opportuno e necessario, se il veicolo è stato esposto alle nebbie saline o è venuto a contatto con acqua di mare, provvedere ad un accurato lavaggio con acqua dolce di tutte le parti, in particolare modo dell’impianto frenante.
    Periodicamente verificare lo stato di ossidazione dei particolari zincati a freddo (tubi segnaletica, accessori vari, bulloneria, ecc.) e dei particolari verniciati (cerchi ruote, ecc..), intervenendo, se necessario, con prodotti specifici di conversione. Successivamente proteggere queste parti con vernici o spray siliconici anti-acqua.

    Periodicamente e almeno ogni 12 mesi, o comunque ogni qualvolta il rimorchio non venga utilizzato per lunghi periodi, è necessario effettuare la lubrificazione delle seguenti parti:
    – Asta repulsore con grasso anti-acqua
    – Sede sferica del giunto di attacco con grasso anti-acqua
    – Leveraggi d’apertura / chiusura del giunto di attacco con olio
    – Saltarello cremagliera e snodo leva freno di stazionamento con olio
    – Perno morsa e vite di bloccaggio ruota piroettante con grasso
    – Perno ruota piroettante con grasso per cuscinetti anti-acqua
    – Cuscinetti freno con grasso per cuscinetti anti-acqua
    – Morsetti di blocco supporto segnaletica con grasso anti-acqua
    – Contatti elettrici con grasso di vaselina
    – Perni e ingranaggi argano con grasso anti-acqua
    – Cavo argano con grasso anti-acqua
Category: MANUTENZIONE

Se il rimorchio deve rimanere inattivo per lunghi periodi, si raccomanda di osservare le seguenti precauzioni:
– sistemare il rimorchio in un locale coperto e asciutto;
– verificare che il freno a mano non sia inserito e utilizzare i cunei ferma-ruota per bloccare il rimorchio.

Rimorchio scarico

Se possibile tenere gli pneumatici sollevati da terra inserendo dei sostegni sotto il telaio del rimorchio in diversi punti.
Diversamente:
– aumentare di 0.2 o 0.3 bar la pressione di gonfiaggio prescritta per i pneumatici;
– periodicamente far cambiare l’area di appoggio degli pneumatici e, se necessario, ripristinare la pressione di gonfiaggio.

Rimorchio carico

Se possibile tenere gli pneumatici sollevati da terra inserendo dei sostegni sotto il telaio del rimorchio in diversi punti.
Diversamente operare come prescritto per il rimorchio scarico, aumentando però di 0.3 o 0.5 bar la pressione di gonfiaggio dei pneumatici.

Se il veicolo è stato esposto alle nebbie saline o è venuto a contatto con acqua di mare, provvedere ad un accurato lavaggio con acqua dolce di tutte le parti, con particolare attenzione all’impianto frenante).

In ogni caso, prima di utilizzare nuovamente il rimorchio, ripristinare la lubrificazione di tutte le parti ed eseguire tutti quei controlli periodici che sono consigliati.

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NORMATIVE E REGOLAMENTAZIONI (9)

Per rispondere a questo quesito partiamo da quanto indicato dall’art. 61 del Codice della Strada, che parla appunto delle “sagome limiti”:

Comma 1)
Fatto salvo quanto disposto nell’art. 10 e nei commi successivi del presente articolo, ogni veicolo compreso il suo carico deve avere:
a) larghezza massima non eccedente 2,55 m; nel computo di tale larghezza non sono comprese le sporgenze dovute ai retrovisori, purché mobili;
b) altezza massima non eccedente 4 m; per gli autobus e i filobus destinati a servizi pubblici di linea urbani e suburbani circolanti su itinerari prestabiliti è consentito che tale altezza sia di 4,30 m;
c) lunghezza totale, compresi gli organi di traino, non eccedente 12 m, con l’esclusione dei semirimorchi, per i veicoli isolati. Nel computo della suddetta lunghezza non sono considerati i retrovisori, purché mobili (…).


Comma 2)
(..) gli autotreni e filotreni non devono eccedere la lunghezza massima di 18,75 m, in conformità alle prescrizioni tecniche stabilite dal Ministro dei trasporti e della navigazione.

Comma 4)
La larghezza massima dei veicoli per trasporto di merci deperibili in regime di temperatura controllata (ATP) può raggiungere il valore di 2,60 m, escluse le sporgenze dovute ai retrovisori, purché mobili.

Comma 5)
Ai fini della inscrivibilità in curva dei veicoli e dei complessi di veicoli, il regolamento stabilisce le condizioni da soddisfare e le modalità di controllo.

Comma 6)
I veicoli che per specifiche esigenze funzionali superano, da soli o compreso il loro carico, i limiti di sagoma stabiliti nei precedenti commi possono essere ammessi alla circolazione come veicoli o trasporti eccezionali se rispondenti alle apposite norme contenute nel regolamento.

Comma 7)
Chiunque circola con un veicolo o con un complesso di veicoli compreso il carico che supera i limiti di sagoma stabiliti dal presente articolo, salvo che lo stesso costituisca trasporto eccezionale, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 419 a euro 1.682. Per la prosecuzione del viaggio si applicano le disposizioni contenute nell’articolo 164, comma 9.

Non ci sono perciò particolari prescrizioni o limiti nel traino di un rimorchio; pertanto si ritiene ammesso il traino in ogni caso di un rimorchio, anche se più largo della motrice, purché rientri nel limite massimo stabilito di 2,55mt e che non sia compromessa la visibilità posteriore, apponendo dove richiesto degli specchi supplementari omologati.
In caso di rimorchi di lunghezza superiore a 6mt è richiesta la presenza di luci laterali arancioni (a sostituzione dei catadiottri tradizionali) e per quelli con larghezza maggiore a 2,10mt sono necessarie le luci di ingombro bicolore.

Unica eccezione invece vi è per quei veicoli classificati come “autocarri” cat.N1, con massa complessiva a pieno carico non superiore a 3500kg: in questi casi infatti risulta tuttora in vigore la circolare emessa dal Ministero dei Trasporti in data 25/5/1990, n. 1417/4184(0), secondo la quale viene concesso che il veicolo rimorchiato, purché sia un caravan o un TATS, abbia una larghezza maggiore di quella della motrice a condizione che:
a) l’autocarro esista anche nella versione autovettura o autoveicolo per trasporto promiscuo;
b) per l’autocarro, in sede di omologazione e di visita prova di installazione del gancio di traino, sia stata riconosciuta questa stessa possibilità a seguito di verifica dei campi di visibilità (anche con l’eventuale applicazione di specchi supplementari), con corrispettiva indicazione sulla carta di circolazione.

La B96 si ottiene mediamente il superamento di una specifica prova pratica (prova di capacità e comportamento su veicolo specifico) e può essere conseguita contestualmente alla patente B, se lo si richiede, senza quindi incorrere in una nuova pratica con i relativi costi.

Diversa è invece l’estensione E (sulla B, sulla C e sulla D), che deve essere considerata a tutti gli effetti una “seconda” patente: infatti, è richiesto un nuovo certificato medico, anche se già in possesso della patente B, e deve essere sostenuto un dedicato esame di pratica (di guida), non eseguibile nell’eventualità contestualmente a quello della B.
Inoltre, se la B fosse stata conseguita quando ancora le prove scritte non erano state adeguate alla B96 (a partire da Dicembre 2013), diventa necessario anche un esame di teoria che attesti la conoscenza delle norme inerenti i rimorchi.

E’ necessario in questi casi fare una distinzione tra i carrelli appendice e i rimorchi:

  • nel caso dei carrelli appendice, essendo stato collaudato il carrello stesso come parte stante del suo veicolo, la velocità consentita rimane invariata a quella autorizzata per il veicolo stesso a cui è alla guida (quindi per un’autovettura i limiti restano 130 km/h per le autostrade, i 110 km/h per le strade extraurbane principali, i 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e locali, ed i 50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, come indicato dal comma 1 dell’art. 142 CdS)
  • nel caso dei rimorchi, facendo riferimento sempre all’art. 142 CdS, siamo invece in presenza di un complesso di veicoli, composto da motrice e rimorchio per l’appunto, che viene equiparato di fatto ad un autotreno; per tale motivo le velocità massime consentite sono:
    – 80 km/h sulle autostrade
    – 70 km/h nelle strade extraurbane

Estratto Art. 142 CdS: 

Comma 3. Le seguenti categorie di veicoli non possono superare le velocità sotto indicate: (…) e) treni costituiti da un autoveicolo e da un rimorchio di cui alle lettere h), i) e l) dell’art. 54, comma 1: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade; 

Comma 4. Nella parte posteriore dei veicoli di cui al comma 3 (..) devono essere indicate le velocità massime consentite. Qualora si tratti di complessi di veicoli, l’indicazione del limite va riportata sui rimorchi ovvero sui semirimorchi. Sono comunque esclusi da tale obbligo gli autoveicoli militari ricompresi nelle lettere c), g), h) ed i) del comma 3, quando siano in dotazione alle Forze armate, ovvero ai Corpi ed organismi indicati nell’articolo 138, comma 11. 

Comma
7. Chiunque non osserva i limiti minimi di velocità, ovvero supera i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168. 

Comma 8. Chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 168 a euro 674. 

9. Chiunque supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 527 a euro 2.108. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi. 

Comma 9-bis. Chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 821 a euro 3.287. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.(5) 

Comma 10. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a euro 99. 

Comma 11. Se le violazioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 9-bis sono commesse alla guida di uno dei veicoli indicati al comma 3, lettere b), e), f), g), h), i) e l), le sanzioni amministrative pecuniarie e quelle accessorie ivi previste sono raddoppiate (…).

L’appendice, per come definito nel comma 4 dell’art. 56 del Codice della Strada, è un carrello leggero, con massa massima complessiva a pieno carico non superiore a 750 kg, sprovvisto di targa e per questo parte integrante del veicolo trainante (a differenza appunto di un rimorchio che ha una propria targa ed è quindi un veicolo a sé).
E’ costituito solo da un singolo asse ed è adibito al solo trasporto di bagagli, attrezzi o simili. E’ vietato il trasporto di qualsiasi altra cosa. Il suo uso deve essere di tipo privato e non professionale e non può essere adibito al trasporto di merci per conto terzi.

” (art.56 C.d.S.)… 4. I carrelli appendice a non più di due ruote destinati al trasporto di bagagli, attrezzi e simili, e trainabili da autoveicoli di cui all’art. 54, comma 1, esclusi quelli indicati nelle lettere h), i) ed l), si considerano parti integranti di questi purché rientranti nei limiti di sagoma e di massa previsti dagli articoli 61 e 62 e dal regolamento. “

Un carrello appendice può circolare soltanto se abbinato con il collaudo ad un determinato autoveicolo (in genere autovettura o autocarro di categoria N1), munito di regolare gancio di traino, diventandone sua parte integrante e soltanto da questo può essere trainato. Non essendo provvisto di documento per la circolazione, le sue caratteristiche tecniche sono annotate sulla carta di circolazione dell’autoveicolo trainante (il rimorchio invece ha un proprio libretto di circolazione).
Questa operazione deve essere effettuata presso gli Uffici Periferici del Dipartimento Trasporti Terresti (ex Uffici Provinciali della Motorizzazione Civile), presentando fisicamente alla verifica entrambi i veicoli, così come anche in sede di revisione.
Essendo l’appendice privo di una propria targa, su questo deve avere apposta la targa ripetitrice dell’autoveicolo trainante, anche essa rilasciata dagli Uffici Periferici del D.T.T. dietro specifica richiesta.

Per definizione, la patente B permette di condurre tutti gli autoveicoli per trasporto di persone e di cose (anche autocarri e autocaravan), con un massimo di nove posti totali compreso il conducente, la cui massa massima autorizzata non superi 3500 kg.

Agganciati a questi, con la stessa patente B, è permesso trainare un qualsiasi rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg.
Nel caso in cui il rimorchio abbia una massa massima autorizzata superiore, a condizione che la stessa non superi la massa a vuoto della motrice (tara), è possibile trainarlo purché tutto il complesso motrice+rimorchio non superi la massa complessiva autorizzata di 3500 Kg.

Nel caso in cui il complesso superi invece i 3500 Kg di massa complessiva autorizzata, è necessario conseguire un’estensione della patente B stessa, definita dal codice comunitario 96, la quale permetterà la conduzione del complesso fino a una massa complessiva autorizzata di 4250 kg.

Se il complesso assume una massa complessiva autorizzata superiore ai 4250kg, in tal caso la patente B (o B96) non permette più il traino dello stesso, e si rende quindi necessario conseguire una nuova patente, la B+E, che permetterà la conduzione degli autoveicoli permessi con la patente B trainanti rimorchi fino a una massa massima autorizzata di 3500 kg (ossia di complessi fino a una massa complessiva autorizzata di 7000kg), indipendentemente dalla massa a vuoto della motrice.

Al di là della patente richiesta, è necessario osservare anche alcuni punti indispensabili all’abbinamento di una motrice con un rimorchio, elencati per altro al comma 6 dell’Appendice III del Regolamento di esecuzione e di attuazione del CdS, art.219, ossi che: 

a) gli organi di traino siano di tipo approvato e compatibili tra loro;
b) siano verificate le condizioni di inscrivibilità in curva previste dall’articolo 217;
c) i dispositivi di frenatura dei due veicoli del complesso veicolare siano compatibili tra loro;
d) i sistemi di attacco delle giunzioni dei dispositivi di frenatura e d’illuminazione e segnalazione visiva siano compatibili tra loro;
e) le dimensioni dei singoli veicoli o del complesso veicolare non superino i limiti di cui all’articolo 61 del codice (…);
f) le masse dei singoli veicoli o del complesso veicolare non superino i limiti di cui all’articolo 62 del codice;
g) siano osservati tutti i vincoli prescritti dalla normativa sul trasporto di merci in generale e di merci pericolose in generale, quando si tratti di veicoli a ciò destinati.

Assolutamente no.
La possibilità di trainare un rimorchio non è definita soltanto dalla massa del complesso e quindi dalla patente in possesso, ma dipendente necessariamente anche dalla vettura a disposizione: infatti, oltre ad un’idonea patente, è necessario avere anche una motrice idonea al traino, che abbia quindi una massa trainabile, indicata sul libretto di circolazione al punto O.1, uguale o maggiore a quella autorizzata a pieno carico per il rimorchio.

Verificato che il mezzo a disposizione abbia una massa rimorchiabile utile e che la patente in suo possesso sia idonea alla massa massima del complesso dei veicoli e dei singoli componenti (motrice e rimorchio), deve essere tenuto di conto anche del rapporto tra la massa a pieno carico del rimorchio stesso e la massa a pieno carico della motrice stessa, come definito dall’Appendice III del Regolamento di esecuzione e di attuazione del CdS, art.219, dove si dice che “… detto rapporto, arrotondato ai 100kg superiori, non deve superare: :

  • 1,45 – se il complesso dei veicoli è provvisto di dispositivo di frenatura di tipo continuo ed automatico (es. provvisto di freno pneumatico integrale);
  • 0,80 – se il complesso dei veicoli non è provvisto di dispositivo di frenatura di tipo continuo ed automatico (es. provvisto di freno ad inerzia).
    Per le autovetture, per gli autoveicoli per trasporto promiscuo di persone e cose e per le autocaravan, in ogni caso, il valore della massa rimorchiabile non può essere superiore al valore della tara (massa del veicolo in ordine di marcia più il conducente) di tali veicoli;
  • 0,50 – nei casi in cui il rimorchio non sia provvisto di dispositivo di frenatura (possibile solo per rimorchi leggeri, non superiore a 750 kg).

L’applicazione di un rimorchio non frenato, al di là del rapporto indicato, richiede alcune attenzioni supplementari come la massa a vuoto della motrice, l’eventualità di un sovraccarico anche se saltuario, (addirittura) la copertura assicurativa, il tipo di carico trasportato.

Il mancato rispetto delle masse autorizzate complessive saranno tollerate fino al 5% della massa stessa e saranno sanzionate, come da art. 167 CdS, comma 3 (per veicoli di massa complessiva a pieno carico non superiore a 10 t):
a) da euro 41 a euro 168 (-1 punto sulla patente);
b) da euro 84 a euro 335
(-2 punti sulla patente) ;
c) da euro 168 a euro 674
(-3 punti sulla patente) ;
d) da euro 419 a euro 1.682
(-4 punti sulla patente) .
applicabili allorché la eccedenza, superiore al cinque per cento (5%), non superi rispettivamente il dieci (10%), venti (20%), trenta per cento (30%), oppure superi il trenta per cento (30%) della massa complessiva.

“Comma 8. Agli effetti delle sanzioni amministrative previste dal presente articolo le masse complessive a pieno carico indicate nelle carte di circolazione, nonché i valori numerici ottenuti mediante l’applicazione di qualsiasi percentuale, si devono considerare arrotondati ai cento chilogrammi superiori.

Comma 9. Le sanzioni amministrative previste nel presente articolo si applicano sia al conducente che al proprietario del veicolo, nonché al committente, quando si tratta di trasporto eseguito per suo conto esclusivo. L’intestatario della carta di circolazione del veicolo è tenuto a corrispondere agli enti proprietari delle strade percorse l’indennizzo di cui all’art. 10, comma 10, commisurato all’eccedenza rispetto ai limiti di massa di cui all’art. 62.

Comma 10. Quando è accertata una eccedenza di massa superiore al dieci per cento della massa complessiva a pieno carico indicata nella carta di circolazione, la continuazione del viaggio è subordinata alla riduzione del carico entro i limiti consentiti.”

Verificata che la portata rientri nella massa complessiva autorizzata per il rimorchio e per quella trainabile dalla motrice, è necessario valutare quanto l’imbarcazione sporga dal rimorchio rispetto alla sua lunghezza: infatti, come definito dall’art. 164 CdS, il carico non può sporgere longitudinalmente e posteriormente più di 3/10 della lunghezza del rimorchio stesso; e in tal caso rientri in tale concessione, è necessario che il carico sporgente sia segnalato da un apposito cartello catarifrangente.

Per maggior chiarezza e completezza del quesito posto le riportiamo l’articolo sopra indicato, il quale tratta a pieno la problematica del carico e delle sue eventuali ed ammissibili sporgenze, laterali e/o posteriori.

Comma 1. Il carico dei veicoli deve essere sistemato in modo da evitare la caduta o la dispersione dello stesso; da non diminuire la visibilità al conducente né impedirgli la libertà dei movimenti nella guida; da non compromettere la stabilità del veicolo; da non mascherare dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva né le targhe di riconoscimento e i segnali fatti col braccio. 

Comma 2. Il carico non deve superare i limiti di sagoma stabiliti dall’art. 61 e non può sporgere longitudinalmente dalla parte anteriore del veicolo; può sporgere longitudinalmente dalla parte posteriore, se costituito da cose indivisibili, fino ai 3/10 della lunghezza del veicolo stesso, purché nei limiti stabiliti dall’art. 61. 

Comma 3. Fermi restando i limiti massimi di sagoma di cui all’art. 61, comma 1, possono essere trasportate cose che sporgono lateralmente fuori della sagoma del veicolo, purché la sporgenza da ciascuna parte non superi 30 cm di distanza dalle luci di posizione anteriori e posteriori. Pali, sbarre, lastre o carichi simili difficilmente percepibili, collocati orizzontalmente, non possono comunque sporgere lateralmente oltre la sagoma propria del veicolo. 

Comma 4. Gli accessori mobili non devono sporgere nelle oscillazioni al di fuori della sagoma propria del veicolo e non devono strisciare sul terreno. 

Comma 5. È vietato trasportare o trainare cose che striscino sul terreno, anche se in parte sostenute da ruote. 

Comma 6. Se il carico sporge oltre la sagoma propria del veicolo, devono essere adottate tutte le cautele idonee ad evitare pericolo agli altri utenti della strada. In ogni caso la sporgenza longitudinale deve essere segnalata mediante uno o due speciali pannelli quadrangolari, rivestiti di materiale retro-riflettente, posti alle estremità della sporgenza in modo da risultare costantemente normali all’asse del veicolo.

Comma 7. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche e le modalità di approvazione dei pannelli. Il pannello deve essere conforme al modello approvato e riportare gli estremi dell’approvazione. 

Comma 8. Chiunque viola le disposizioni dei commi precedenti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335. 

Comma 9. Il veicolo non può proseguire il viaggio se il conducente non abbia provveduto a sistemare il carico secondo le modalità stabilite dal presente articolo. Perciò l’organo accertatore, nel caso che trattasi di veicolo a motore, oltre all’applicazione della sanzione di cui al comma 8, procede al ritiro immediato della carta di circolazione e della patente di guida, provvedendo con tutte le cautele che il veicolo sia condotto in luogo idoneo per la detta sistemazione; del ritiro è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. I documenti sono restituiti all’avente diritto allorché il carico sia stato sistemato in conformità delle presenti norme. Le modalità della restituzione sono fissate dal regolamento.

Purtroppo no.
T.A.T.S. è l’acronimo di “Trasporto Attrezzature Turistiche e Sportive” , tipologia di rimorchi definiti dal Cds (art.56, comma 1, lettera f) come:
rimorchi ad un asse o a due assi posti a distanza non superiore ad un metro, muniti di specifica attrezzatura atta al trasporto di attrezzature turistiche e sportive, quali imbarcazioni, alianti od altre“.
Ossia, si tratta di rimorchi realizzati con configurazione di carrozzeria e struttura tali da renderli adatti ad uno specifico impiego, da definire all’atto dell’omologazione (e che viene infatti menzionato sulla carta di circolazione), e non posso trasportare attrezzature differenti da questo.
Inoltre, tali attrezzature devono appartenere all’ambito turistico o sportivo e quindi (come definito anche dal Decreto del Ministero dei Trasporti 28 maggio 1985) non devono essere oggetto di attività commerciali, come è invece il suo caso.

Fino a qualche anno fa, chi acquistava un rimorchio per un uso personale specifico preferiva immatricolarlo come T.A.T.S. in quanto, come definito dall’allegato tecnico del suddetto D.M., tali rimorchi potevano essere abbinati, in determinate situazioni, anche a veicoli trattori che avessero una massa rimorchiabile inferiore alla massa massima autorizzata: questo perché, in sede di omologazione, venivano assegnate due masse complessive, una minima di traino ed una massima, e in fase di controllo era sufficiente che la massa rimorchiabile della motrice fosse maggiore della massa effettiva accertata in quel momento (mediante pesa), purché questa rimanesse compresa fra le due masse assegnate.
Tale deroga è stata successivamente confermata dalla nota della Direzione Generale della M.C.T.C. n. 4494/4630 del 25 maggio 1994 , e poi dalla Circolare della Direzione Centrale Polizia della Strada N. 300/A/1/42969/105/3/1 del 25 maggio 2005.

Con la trasmissione della Circolare Protocollo del Ministero dell’Interno n. 24640 del 26 ottobre 2015, a seguito dell’entrata in vigore della direttiva europea 2006/126/CE sulle patenti di guida, è stato però abrogato quanto sopra definito, definendo la massa massima autorizzata come unico riferimento per il limite di traino del rimorchio.
A seguito dell’annullamento di tale deroga, i rimorchi ad uso specifico vengono immatricolati come tali e non più come T.A.T.S., aggirando così la restrizione sulla “natura” del trasporto.

No, la possibilità o meno di abbinare un carrello “leggero” (per definizione, quelli con massa complessiva minore od uguale a 750kg) è dettata da determinati limiti di lunghezza e precise masse complessive.
Riportiamo per completezza quanto indicato dall’art. 205 del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, che definisce appunto le dimensioni e le masse dei carrelli appendice come segue:

1. Le dimensioni e le masse massime ammissibili dei carrelli appendice in relazione alla massa a vuoto dell’autoveicolo trattore sono:

  • per autoveicolo trattore di massa a vuoto non superiore a 1000 kg:
    2 m di lunghezza (compresi gli organi di traino), 1,20 m di larghezza, 300 kg di massa complessiva a pieno carico
  • per autoveicolo trattore di massa a vuoto superiore a 1000 kg:
    2,50 m di lunghezza (compresi gli organi di traino), 1,50 m di larghezza, 600 kg di massa complessiva a pieno carico
  • per i soli autobus di massa a vuoto superiore a 2500 kg:
    4,10 m di lunghezza (compresi gli organi di traino), 1,80 m di larghezza, 2000 kg di massa complessiva a pieno carico

2. La larghezza del carrello appendice non deve comunque superare quella dell’autoveicolo trattore e l’altezza massima non deve essere superiore a 2,50 m.


PRATICHE (4)

Con il Decreto Ministeriale n. 214 del 19/05/2017 è stato introdotto l’obbligo di revisione per i rimorchi con massa complessiva fino a 3500kg nei termini di 4 anni dalla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni.

(Art.5, Comma 2b) …sono sottoposti a revisione periodica, per la prima volta nel quarto anno successivo a quello di prima immatricolazione, entro il mese di rilascio della carta di circolazione e successivamente ogni due anni, entro il mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata l’ultima revisione. 

Le operazioni di controllo dovranno essere effettuate unicamente presso gli UMC o presso le strutture private idonee secondo i criteri di espletamento delle sedute a domicilio.

I controlli effettuati dagli ispettori avranno carattere di verifica dell’impianto frenante con prova su piazzale e prova di tenuta del traino con stazionamento inserito, oltre a ulteriori controlli visivi relativi agli impianti di illuminazione/segnalazione e degli pneumatici.
Il testo inoltre definisce che le prove dovranno essere effettuate dagli ispettori nello stato in cui il rimorchio sarà presentato al controllo, pertanto indifferentemente carico o scarico e che la sicurezza della prova e dell’eventuale carico durante i controlli rimane a piena responsabilità dell’utente.

Poiché antecedentemente a tale data non vi era alcuna regolamentazione precisa per le revisioni dei rimorchi O1 (fino a 750kg) e O2 (da 750kg a 3500kg), a seguito di tale decreto si è presentato un elevato numero di mezzi da revisionare, tale da costringere l’amministrazione ha definire un calendario di revisioni (Decreto protocollo 211 del 18/05/2018) al fine di evitare l’intasamento delle strutture atte all’esecuzione dei controlli.

Infine, per quanto riguarda la revisione dei carrelli appendice, la stessa si effettua insieme a quella della vettura in quanto abbinati ad un veicolo. La scadenza della revisione per il carrello appendice coincide con quella dell’auto, riportata sul libretto.

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Tassa automobilistica

Per quanto riguarda la tassa automobilistica, si distinguono:

  • i rimorchi adibiti al trasporto cose (art.56, comma 1, punto b), i quali a partire dall’anno 2000 (secondo l’art.6, Legge n. 488 del 23 Dicembre 1999) non sono più assoggettati dalla stessa a discapito di un’integrazione richiesta sulle automotrici adibiti al trasporto cose (escluse quindi quelle adibite al trasporto persone o promiscue), entro i termini e le modalità in vigore (art. 61, Legge n. 342 del 21 Novembre 2000).
    Sono infatti obbligati al pagamento di tale tassa gli autoveicoli trasporto cose e trattori stradali che riportano nel libretto di circolazione il parametro “massa rimorchiabile”, presupposto obbligatorio per poter trainare i rimorchi; per evitare di dover corrispondere l’integrazione, nel caso in cui non si usi il rimorchio, occorre richiedere l’inibizione amministrativa al traino tramite un aggiornamento della carta di circolazione.
    In ogni caso, per quanto riguarda la regione Toscana, l’amministrazione regionale ha stabilito (art. 4, Legge Regionale n. 58 del 19 Dicembre 2003) che, a partire dal 1 Gennaio 2004, le tasse automobilistiche regionali dovute in relazione alla massa rimorchiabile non devono essere più applicate agli autoveicoli adibiti al trasporto di cose con massa complessiva fino a sei tonnellate.
  • i rimorchi per uso “speciale o specifico” (art.56, comma 1, punto c,d) , che restano invece assoggettati in base ad un importo fisso annuale stabilito da ciascuna Regione.

Per quanto riguarda infine i carrelli appendice, non essendo veicoli a sé stanti ma facenti parti dell’automotrice, non sono assoggettati da un tassa automobilistica propria, ma rientrano in quella dell’automotrice stessa.

Assicurazione

Durante la circolazione (quindi compresa anche la sosta) un qualsiasi complesso, motrice più rimorchio agganciato, è coperto dall’assicurazione della motrice stessa, in quanto quest’ultima è stata assoggettata da un sovrapprezzo per poter assicurare il gancio di traino di cui è stata munita; per tale motivo non è quindi richiesta alcuna assicurazione aggiuntiva per il rischio dinamico.
Nel caso in cui il rimorchio invece sia in sosta isolato o manovrato a mano, è necessario una copertura assicurativa per il rischio statico al fine di garantire l’eventuale risarcimento in caso di danni arrecati sulla strada; si ricorda infatti che il Codice della Strada (art. 193) impone un obbligo assicurativo per le aree pubbliche o private ma aperte alla circolazione per ciascun veicolo indipendente (come per altro è un rimorchio isolato).

Nel caso di un carrello appendice invece non deve essere fatta alcuna assicurazione, né per il rischio dinamico, né per quello statico: infatti in ogni caso il carrello sarà sotto la copertura assicurativa del trattore, in quanto a questo dovrà essere sempre agganciato essendone parte integrante.

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Per inizializzare una pratica di abbinamento di un carrello appendice è necessaria la seguente documentazione:

  • il certificato di conformità del carrello, se lo stesso è nuovo;
  • una fotocopia della carta di circolazione dell’autoveicolo sul quale il carrello stesso era precedentemente abbinato, nel caso che lo stesso fosse già registrato in precedenza;

Verrà richiesta la compilazione del modello TT2119 a cui si dovrà allegare la documentazione sopra descritta e l’attestazione dei versamenti effettuati.

Successivamente viene effettuato il collaudo, superato il quale è rilasciato un permesso provvisorio valido per la circolazione e per il successivo ritiro del duplicato della carta di circolazione, completo anche dei dati tecnici relativi al carrello appendice: sono annotati il numero del telaio (numero progressivo di costruzione punzonato anteriormente sul lato destro del telaio a cura della fabbrica costruttrice), le dimensioni, la carrozzeria, la massa complessiva ed il tipo di dispositivo di frenatura del carrello appendice ( art. 205. Regolamento di Attuazione)

E’ necessario acquistare anche la cosiddetta targa ripetitrice da applicare durante la marcia al carrello e riportante, con caratteri autoadesivi ben leggibili, il numero della targa del veicolo trainante a cui il carrello stesso è abbinato.

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Certamente, si tratta di un’operazione esclusivamente amministrativa e non richiede alcun collaudo; alla stessa fa seguito la ristampa della carta di circolazione, dalla quale vengono eliminati i dati tecnici del carrello.

Viene rilasciata comunque una fotocopia della carta di circolazione dell’autoveicolo da far valere come origine in caso di abbinamento del carrello ad un nuovo autoveicolo oppure di immatricolazione come rimorchio.

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USO, SUGGERIMENTI E PRECAUZIONI (5)

Per prima cosa il carico trasportato deve essere necessariamente adatto al tipo di rimorchio e non lo deve sovraccaricare.
Il sovraccarico può compromettere la sicurezza in fase di traino e l’integrità del rimorchio; per tale motivo è bene posizionare il carico in modo omogeneo, avendo cura di non eccedere gli ingombri massimi e i pesi massimi ammessi per legge, e rispettare il carico massimo sulla sfera (vedi targhette rimorchio e dispositivo di traino).

Prima di effettuare qualsiasi operazione di carico, agganciate il rimorchio alla motrice ed inserite il freno di stazionamento del rimorchio e della motrice.
Il carico deve essere solidamente vincolato al rimorchio, preferibilmente con l’impiego di apposite cinghie o fasce, per evitarne lo spostamento longitudinale e trasversale.
Non deve essere usata la sponda posteriore come estensione del rimorchio, in quanto non è adatta a supportare materiali.

Dopo aver percorso alcuni chilometri e dopo ogni una sosta verificare sempre la tenuta degli elementi di fissaggio.
Infine, quando si trasportano carichi ingombranti prestare la massima attenzione in curva, soprattutto in presenza di raffiche di vento, e moderare la velocità.

RIMORCHI CASSONATI E FURGONI
Per ottenere le migliori prestazioni durante i viaggi, fate in modo che il carico sia distribuito uniformemente, evitando di avere troppo carico anteriormente.

  • Il carico deve essere sempre assicurato e fissato all’interno del rimorchio in modo che non si muova, in particolar modo quando si trasportano oggetti alti, onde evitare che il carico si rovesci.
  • In caso di carichi appuntiti, la punta non deve essere appoggiata al pianale di carico ma deve essere rialzata usando un piano intermedio.
  • Se si desidera caricare e scaricare il rimorchio non agganciato all’auto occorre dotare il rimorchio di ruotino anteriore, se non fornito di serie, e di piedini di stazionamento (accessorio).

Potrebbe risultare conveniente fissare un rinforzo permanente sul piano del rimorchio (es. lamiera).

RIMORCHI TRASPORTO IMBARCAZIONI 

  • Regolazione
    Occorre adattare gli accessori del trasporto barche allo scafo che si vuole trasportare, in modo da avere un corretto bilanciamento del rimorchio con un idoneo carico sul giunto di attacco.
    Portata e lunghezza del rimorchio devono essere adeguati alla barca, aggiungendo il peso di ogni accessorio, equipaggiamento, motore e serbatoi al peso della barca; la lunghezza del rimorchio deve essere corretta per evitare di sovraccaricare la carena della barca ed avere la corretta distribuzione del carico sul rimorchio. L’argano non deve essere utilizzato per fissare l’imbarcazione durante il trasporto.
  • Segnaletica
    Il rimorchio è equipaggiato con una segnaletica amovibile per agevolare il varo e l’alaggio dell’imbarcazione.
  • Varo e alaggio
    Durante il varo e l’alaggio il rimorchio dovrebbe essere messo in acqua al massimo fino al bordo dei cerchi ruota. E’ sconsigliabile lasciare i freni sommersi in acqua.
    Scollegare la spina dell’impianto elettrico dalla motrici, per evitare cortocircuiti in caso di accidentale contatto con l’acqua, ed inserire le spine del cablaggio negli appositi supporti presenti sul rimorchio.
  • Freni
    Poiché l’acqua salata causa corrosione, in caso i freni ne entrino in contatto è consigliato una maggiore manutenzione: i rimorchi frenati ad esempio possono essere equipaggiati con un sistema di lavaggio freni per fare uscire l’acqua salata (accessorio).
  • Rimessaggio
    I trasporti barche sono principalmente progettati per trasportare le barche ma possono essere anche usati per il rimessaggio.
    Se la barca deve essere lasciata sul rimorchio per un lungo periodo consigliamo di alzare il rimorchio su dei blocchi per evitare un carico eccessivo sulle ruote e sulle sospensioni degli assali. Supporti aggiuntivi sono anche accessori utili per alleggerire i carichi sulla carena della barca durante lunghi periodi di stazionamento.

RIMORCHI PIANALATI (TRASPORTO AUTO) e CASSONATI RIBALTABILI
E’ estremamente importante fare attenzione a bilanciare il rimorchio durante il carico, in modo da non avere il peso troppo in avanti e quindi un carico superiore sulla sfera del gancio o sul giunto di attacco del carrello (indicato sulla targhetta del gancio e del rimorchio stesso).
L’argano non deve essere utilizzato per fissare il veicolo durante il trasporto.

  • Rimorchi con ribaltamento meccanico
    Manovra di carico
    1) Sbloccare il dispositivo di ribaltamento meccanico di modo che il piano di carico si ribalti completamente.
    2) Posizionare le rampe e caricare il veicolo sul rimorchio fino a far posizionare il piano di carico in posizione di chiuso.
    Posizione di trasporto
    Riposizionare la rampe di carico negli appositi alloggiamenti ed inserire il dispositivo di sicurezza nei blocchi di ribaltamento.
    Manovra di scarico
    1) Posizionare le rampe di carico e sbloccare il dispositivo di ribaltamento meccanico.
    2) Scaricare il veicolo.
    3) Con lo spostamento del carico il piano si ribalta automaticamente sino a toccare terra
  • Rimorchi con ribaltamento idraulico
    Manovra di carico
    Chiudere la valvola, aprire i ganci che bloccano il pianale e pompare fino al completo ribaltamento del rimorchio in modo da avere una leggera pressione della barra posteriore sul suolo, al fine di stabilizzare il pianale in fase di carico.
    Posizione di trasporto
    * Cilindro monoeffetto: aprire la valvola molto attentamente; il pianale deve riposizionarsi automaticamente in posizione chiusa (se questo non avviene significa che il peso sul pianale è stato mal distribuito).
    * Cilindro doppio-effetto: aprire la valvola e pompare fino alla completa chiusura del pianale.
    Manovra di scarico
    Aprire i ganci che bloccano il pianale/cassone. Con la valvola chiusa, pompare ed il pianale si ribalta per lo scarico del veicolo.

Ricordarsi sempre di chiudere i ganci che bloccano il pianale.

Ogni volta che si mette in viaggio con il suo rimorchio è sempre preferibile effettuare dei semplici ma significativi controlli:

RUOTE E PNEUMATICI:
Controllare la presenza e l’idoneità della ruota scorta, della chiave per le colonnette e del martinetto di sollevamento.

IMPIANTO ELETTRICO:
Verificare il corretto funzionamento di tutte le luci del rimorchio e l’integrità dei fanali, del cablaggio e delle spine.

IMPIANTO FRENANTE:
Se il carrello è frenante, controllare sempre l’integrità del cavo di sicurezza e dei cavi freni, e il corretto funzionamento della leva di stazionamento.
In caso di carrello non frenante, invece, controllare sempre la presenza e l’integrità dei cunei ferma ruota.

Una volta fatto tutto ciò, si può procedere al corretto aggancio del rimorchio alla motrice e al successivo posizionamento e fissaggio del carico sullo stesso.

  • Marcia

    Oltre alle generali norme di sicurezza da seguire nella condotta degli autoveicoli, è bene tenere presente che:
    * con il rimorchio agganciato, in particolare quando carico, si ha una sensibile riduzione dell’accelerazione;
    * nell’effettuare sorpassi, data la maggiore lunghezza del complesso vettura/rimorchio, allatto del rientro nella normale corsia di marcia, si deve controllare attentamente la manovra per evitare di “tagliare la strada”, con il rimorchio, al veicolo appena sorpassato;
    * nelle curve, il rimorchio percorre una traiettoria circolare di raggio inferiore alla motrice, “stringendo” di fatto la curva stessa;
    * si ha un aumento degli spazi di frenata;
    * si ha una maggiore sensibilità ai colpi di vento laterali, in particolar modo con rimorchi furgonati, con centine a telo, trasporti cavalli o con carichi ingombranti.
  • Manovre di retromarcia

    I nuovi rimorchi sono tutti dotati di un dispositivo di disinserimento automatico dell’azione frenante durante la retromarcia.

    1) Assicurarsi che il freno di stazionamento non sia inserito e che non ci siano ostacoli sul terreno che possono precludere il rotolamento delle ruote;
    2) All’inizio della manovra il rimorchio oppone resistenza, ma continuando a retrocedere il dispositivo di disinserimento automatico dell’azione frenante entra in funzione e libera le ruote;
    3) Effettuare la retromarcia lentamente onde conservare il miglior controllo della direzione del veicolo;
    4) Durante la retromarcia il rimorchio è manovrato dalla sfera del gancio di traino, perciò, l’auto dovrà girare nella direzione opposta a quella dove si vuole dirigere il rimorchio;
    5) Riprendendo il normale senso di marcia il sistema frenante si ripristina automaticamente

Per quanto riguardo la procedura di aggancio, prima di effettuare le operazioni sotto indicate, in caso di organi di traino dotati di dispositivo a sfera estraibile, è primario controllare il perfetto serraggio della sfera al dispositivo di traino stesso.

Successivamente:
1) Agganciare il giunto di attacco alla sfera dell’organo di traino, avendo cura di verificare nel contempo lo stato di usura dei componenti;
2) Assicurarsi che l’aggancio sia avvenuto correttamente, cercando di sollevare il rimorchio dalla sfera senza l’utilizzo della maniglia; controllare che la maniglia del giunto del rimorchio sia ritornata in posizione di blocco e, dove previsto, verificare che l’indicatore sia nella posizione verde;

3) Collegare il cavo di sicurezza a strappo nell’apposito anello o foro presente sulla carpenteria del gancio; per i rimorchi non frenati, passare il cavo apposito attorno al gambo della sfera (procedura quindi da svolgere antecedentemente al “punto 1”);

4) Inserire la spina di collegamento elettrico nella presa dell’organo di traino; in caso di incompatibilità tra presa e spina utilizzare gli appositi adattatori (non utilizzare adattatori per il traino di caravan);
5) Sollevare e bloccare il ruotino telescopico del rimorchio se presente, facendo attenzione che i bracci della ruota si inseriscano negli appositi.

Prima di iniziare la marcia, una volta eseguite le corrette procedure di aggancio, assicurarsi che:
* sia stato disinserito il freno di stazionamento;
* la segnaletica posteriore, se amovibile o ribaltabile, sia debitamente inserita e/o bloccata tramite gli appositi morsetti;
* l’impianto elettrico del rimorchio e della motrice funzionino correttamente;
* il carico trasportato sia debitamente fissato e non pregiudichi la stabilità del rimorchio;
* sia stata controllata la pressione di tutti i pneumatici.

Attenzione, durante il viaggio, dopo ogni una sosta, a verificare sempre il perfetto agganciamento del rimorchio alla motrice.

Per quanto riguardo la procedura di sgancio, prima di effettuare le operazioni sotto indicate, assicurarsi di avere azionato il freno di stazionamento della motrice o aver apposto i necessari cunei ferma ruota (per i rimorchi non frenati).

Successivamente:
1) Abbassare sino a terra il ruotino telescopico del rimorchio e bloccarlo, se presente;
2) Sconnettere il collegamento elettrico, sollevando il coperchio della presa e sfilando la spina, evitando di esercitare trazione sul cavo elettrico;
3) Sganciare il cavo di sicurezza;
4) Sollevare la maniglia del giunto di attacco, alzare verso l’alto il timone del rimorchio per disinserire il giunto dalla sfera del gancio;
5) Appoggiare il rimorchio a terra tramite il ruotino telescopico, se presente, oppure sugli appositi appoggi presenti sul rimorchio.

Diventando un veicolo a sé stante, consigliamo sempre di immatricolare il carrello come rimorchio, poiché risulta più “duttile” il suo utilizzo, non essendo vincolato al traino di una singola e specifica motrice.
Al tempo stesso, però, la sua identità a sé stante determina, al momento dell’aggancio alla motrice, un complesso di veicoli considerato come un autotreno; ciò significa che ne deve rispettare anche i suoi limiti di velocità, di fatto molto ridotti a quelli del singolo autoveicolo o dell’insieme autoveicolo + appendice (considerato un unico veicolo).

L’appendice, essendo parte integrante dell’automotrice, segue questa, fisicamente e burocraticamente, in ogni sua procedura, dalla revisione, alla vendita, fino alla demolizione.
Per far sì che seguano percorsi indipendenti, prima di una vendita o della demolizione, è necessario antecedentemente svincolare l’appendice dall’autoveicolo, per poi procedere ad un eventuale nuovo abbinamento (nel frattempo il carrello non può essere usato), determinando così dei costi continui di gestione.

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